La finanza e la pandemia

maggio 28, 2021
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Questo mese l’intenzione di preghiera di Papa Francesco è sulla finanza, un tema che ad alcuni potrebbe sembrare strano: in particolare quel passaggio in cui il Santo Padre prega per la regolazione dei mercati finanziari rischia di suonare incomprensibile a molti. Una roba per pochi? No. Perché i regolatori finanziari hanno un impatto significativo sull’andamento dell’economia e quindi su tutte le nostre vite.

I regolatori finanziari sono responsabili di regolamentare o governare il sistema finanziario: stabiliscono le regole e supervisionano le operazioni di banche e altre istituzioni finanziarie. Il loro scopo è assicurare che il sistema finanziario rimanga stabile, che i clienti siano protetti, che i reati finanziari siano ridotti e che l’intero sistema globale lavori senza soluzione di continuità. In altre parole: mercati efficienti e trasparenti, clienti trattati equamente e onestamente. Ogni Paese ha i propri organi di regolamentazione finanziaria: il Consiglio dei governatori della Federal Reserve negli USA, l’Autorità bancaria europea nell’UE.

Dall’inizio della crisi dovuta alla pandemia, il ruolo dei regolatori finanziari è stato un difficile atto di equilibrio. Da un lato c’era il bisogno di mantenere la stabilità finanziaria, per impedire che la pandemia scatenasse un’altra crisi finanziaria globale, portandosi dietro il crollo di tutto, investimenti e risparmi compresi: le regole fissate da tempo esistono proprio per questo. D’altro canto, però, questo periodo ha visto lo stravolgimento delle politiche fiscali di prima: molti governi hanno dovuto improvvisare una risposta al Covid, anche a costo di prendere in prestito o di stampare grandi quantità di denaro.

Con i lockdown durati mesi, la disoccupazione è salita e milioni di persone sono state spinte sulla soglia della povertà. È cresciuta dunque la spesa pubblica, a un livello mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E qui sono entrati in scena i regolatori finanziari, per aiutare le banche a sostenere le imprese e le famiglie in difficoltà: le vecchie regole fiscali, insomma, sono state stravolte. La loro abilità nel consentire questa flessibilità ha evitato una crisi finanziaria in molte parti del mondo, ha salvato vite e garantito mezzi di sussistenza. Nel secondo anno della pandemia, però, mentre alcune imprese sono fallite e le famiglie sperimentano impotenza e disperazione, gli stessi governi – o almeno alcuni – sono a rischio bancarotta, con una nuova crisi del debito alle porte: i bisogni crescono, ma l’indebitamento non può proseguire per sempre.

Qual è allora l’alternativa? L’alternativa richiede un radicale ripensamento per ri-orientare il nostro sistema finanziario verso la cura per la nostra casa comune e i più poveri. Sono tutti temi che Papa Francesco ha già affrontato varie volte, durante il suo Pontificato. Ciò significa colmare molte lacune normative, compresa la tassazione di coloro che hanno i mezzi per pagare. Significa una regolamentazione finanziaria che sostenga una ripresa verde. Ecco allora perché Papa Francesco ci sta chiedendo di prenderci una pausa e di riflettere su questo, e di pregare per le persone che hanno il compito di scrivere queste regole.

Riflessione a cura di FaithInvest

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