Anime gemelle

giugno 11, 2021
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“Alzatevi, giratevi e guardate chi è seduto nei banchi alle vostre spalle”, ci siamo sentiti dire da padre Flavio E. Bottaro SJ durante l’omelia al nostro matrimonio. Avevamo appena letto il passo di Luca in cui Gesù dice a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. E Flavio ci diceva: “Questa che vedete davanti ai vostri occhi è la storia che vi ha portato qui, ma allo stesso tempo voi state gettando una rete che porta con voi tutte queste persone”. Vedendo i volti dei nostri amici venuti da tante parti d’Italia, i volti dei nostri familiari e delle persone con cui eravamo cresciuti, ci sono venute istantaneamente le lacrime agli occhi.

“Sulla tua parola getterò le reti”, dice Pietro. E per noi il passo del matrimonio è stato fidarsi di Chi ci chiamava, affidare alla Roccia la responsabilità della nostra casa, oltre la paura del fallimento, oltre il demone che ti spinge a dover tenere sotto controllo tutto perché nulla vada storto. E l’affidamento è stato anche la componente che ci ha tenuto insieme. Se avessimo messo ogni giorno sul bilancino quanto ne valeva la pena ci saremmo lasciati cento volte.

Uno parte sempre dicendo “Sarà la persona giusta?”, come se essere “anime gemelle” fosse un incastro matematico e chimico. Noi possiamo dire che il percorso che abbiamo fatto in questi anni ci ha portato a guardare l’altro (e per forza di cose anche noi stessi) anche un po’ con gli occhi di Dio. Eravamo persone molto dure con noi stesse ma sentire di non essere giudicati ci ha spinto a desiderare di cambiare. Ci sono poi dei tratti dell’altro che ti sembrano insopportabili, ma se una persona così bella ha anche aspetti così complicati, scopri allora che la realtà ha uno spessore diverso da quella immagine monodimensionale che credevi.

Quando eravamo fidanzati vivevamo con grande frustrazione il non poter condividere uno spazio comune, il dover tornare in due case diverse, e ora amiamo moltissimo tornare a casa nostra e starci insieme, anche nella gioia di aprirla agli amici.

A venti, venticinque anni, eravamo molto complicati, ci arrovellavamo per settimane su questioni che oggi liquideremmo come inutili, ma che allora ci sembravano insormontabili. Abbiamo scoperto invece che quello che ci piace è molto più semplice. Eravamo molto meno spensierati di oggi, e molto meno pronti a cogliere liberamente la bellezza di quello che la vita ci offre.

Marta e Vittorio
MEG Italia

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